Fiorino Mud 2026, l’anello gravel che ha chiesto tutto, e ha restituito di più

Dall'alba di Ponte Vecchio al mare di PuntAla e ritorno: la Fiorino Mud 2026 ha chiesto tutto, e ha restituito una Toscana gravel indimenticabile

Sabato 26 settembre, ore 6:30. Firenze non ha ancora deciso di svegliarsi. Sul Lungarno c’è un silenzio che pesa, e Ponte Vecchio sembra trattenere il respiro: niente turisti, niente motorini, solo il fiume e una quarantina di ciclisti con i fari accesi. Poi arriva il via, il cancello della Società Canottieri si apre e la città si richiude alle spalle. Davanti, 383 chilometri di Toscana.

Sulla carta, il briefing parlava chiaro: 196,9 km il sabato fino a PuntAla, 186,2 la domenica per tornare, circa 2.600 e 2.750 metri di dislivello, 17 salite GPM. Un anello impegnativo, ma la realtà ha superato i numeri. Sui Garmin di diversi atleti sono comparsi circa 3.000 metri all’andata e 3.500 al ritorno: il percorso si è dimostrato più duro del previsto, ed è stato dura seguirli anche per noi organizzatori. Le Colline Metallifere hanno presentato il conto, con la salita di seconda categoria tra il km 115 e il 123 e poi 65 chilometri senza un bar fino a Follonica. Il guado del km 60, il portage nel bosco al km 241, il muro al 14% da spingere a mano prima di Pievescola, i 30 km senza servizi da Tatti a Palazzetto fino alla Cima Coppi, 580 metri sopra Tatti. Ogni “punto delicato” del briefing, quel weekend, ha smesso di essere una riga su una pagina.

Il meteo ha fatto la sua parte: un weekend perfetto, luce limpida e nessuna scusa. E il tracciato, pur nella sua durezza, è piaciuto: Signa e Montelupo, le colline di Montespertoli, Gambassi Terme, i crinali sopra Montecatini Val di Cecina, Follonica e il mare di PuntAla. Poi il ritorno tra Giuncarico, Ribolla e Montemassi, San Galgano con la sua spada nella roccia, Colle di Val d’Elsa, Impruneta e l’ultima discesa verso l’Arno. Posti bellissimi, uno dopo l’altro, che hanno ripagato la fatica.

La fatica però si è vista nei numeri. Su una quarantina di iscritti, in 22 hanno timbrato il QR Code a PuntAla e in 13 hanno chiuso l’anello a Firenze: l’alta percentuale di ritirati dice quanto questa edizione sia stata severa. Ricordiamolo: la Fiorino Mud non è una gara, la classifica esiste solo per curiosità statistica. Ma le curiosità vanno raccontate. Il tempo complessivo più basso è di Francesco Bacci, 22:49:52, seguito da Leonardo Lo Bue, 23:29:12, e da Martino Poccianti, 23:36:44. Alle loro spalle Andrea Berretti, Stefano Borsi, Riccardo Coluccini e Giovanni Fortunati. Poi Tommaso Mattei, Serge Bozzolan, Thomas Andrew Daddi a completare la Top 10. Il nostro applauso va a tutti e tredici, e anche a chi si è fermato lungo la strada: aver preso il via, su un percorso così, è già una risposta.

Un grazie sincero ai supporter: PuntAla Camp & Resort, Cicli Tommasini, Proraso, ZoWorking, Udog, Silverskin, oltre al media partner Event Bike. Una menzione di merito a Proraso, per i prodotti di incredibile qualità del pacco gara, e a ZoWorking, per la logistica della partenza.

Grazie anche a TrailCore Radar, l’app di tracciamento: molto seguita da chi stava a casa. Ma soprattutto con un’assistenza mai vista: i programmatori hanno risposto alle richieste di noi organizzatori quasi in tempo reale. Bravi bravi.

Un capitolo a parte merita il PuntAla Camp & Resort. Arrivare a fine prima tappa, con le gambe vuote e la testa piena, e trovare un’organizzazione logistica pensata fin nei dettagli è raro. Si vede l’impegno e la passione per gli atleti, accolti in modo caloroso, quasi familiare. Il super cestino con primo, secondo e tutto l’occorrente, le postazioni per pulire le bici dal fango, le colonnine per caricare i device in vista della tappa del giorno dopo. Niente lasciato al caso, e dopo una giornata così fa la differenza.

E poi Firenze, dove tutto comincia e tutto si chiude. Un grazie speciale alla Società Canottieri Firenze per l’ospitalità e per l’onore di averci aperto le porte come luogo di partenza e di arrivo: una location incredibile. All’andata, il silenzio che avvolgeva la vista di Ponte Vecchio, quasi un rito di passaggio. Al ritorno, l’esatto opposto: la città illuminata, viva, frequentata da turisti e fiorentini, un abbraccio di luci e voci a chi rientrava dopo tanti chilometri di sterrato. Due immagini opposte, la stessa emozione. Senza parole.

Ci vediamo alla prossima Fiorino Mud.

Fiorino Mud 400

Podio · Classifica Generale

  1. 🥇 Francesco Bacci
    M2 DA 35 A 39
    22:49:52
  2. 🥈 Leonardo Lo Bue
    M2 DA 35 A 39
    23:29:12
  3. 🥉 Martino Poccianti
    M2 DA 35 A 39
    23:36:44
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